il Potere di tutti e di ciascuno
Sai quando ti domandi se quella sensazione di solleticante solitudine, in fondo non ti sta tanto scomoda? Solleticante sì, al sapore di risata seppur serafica. Quando in quei momenti illuminati e luminosi, ti senti e percepisci intero, salvo, integro… nonostante le crepe riempite pazientemente d’oro. O più probabilmente grazie a quelle crepe.
Quel Potere che senti avere ma che non percepisci di dover per forza usare, assomiglia più a un’energia motrice: L’Autonomia , che parafrasando dal greco, vuol dire darsi legge da solo, ha il profumo dei gelsomini e di qualunque fiore vi ricordi il vostro essere bambino. L’autonomia è il giardino fertile sul quale correre senza la pressione del Dover Essere per qualcun altro. Questo Giardino è sito nel paese della Interdipendenza, un luogo mitico in cui sei entrato grazie alla consapevolezza che da soli si raggiunge l’ascesi, ma solo insieme all’altro puoi sperare nell’Autonomia, giacché essa presuppone l’altro nella danza sinuosa del rispetto reciproco, dell’avvicinamento e dell’allontanamento… nella gioia e nella difficoltà di comprendere (comprendere, prendere insieme ciò che è dato come separato) che siamo mondi infiniti relati ad altri mondi infiniti. Ciò che sai fare da solo te l’hanno insegnato, o l’hai imparato; la dimensione dell’altro, è sempre presente e fluente nella nostra Autonomia.
